|
|
UNA POESIA PER GIULIA – EDIZIONE 2010
Luca Di Brigida, giovanissimo autore di Roma, si aggiudica la prima
edizione del concorso istituito dalla famiglia Brignone e dall' A.I.A.T.
secondo Luca Bellardini di Cisterna, terzo Fernando Petrone di Latina
Luca Di Brigida, 22 anni, di Roma, con "Suoni e Lontane parole" è il vincitore del primo concorso 2010 " Una poesia per Giulia" indetto dalla famiglia Brignone e dall'A.I.A.T. Associazione Italiana Amici della Tunisia. Secondo classificato Luca Bellardini, 17 anni, di Cisterna di Latina, con "Ci sorriderai" . Terzo Fernando Petrone, 86 anni, di Latina, con "Morire a vent'anni". La cerimonia di premiazione si è svolta domenica 13 febbraio nell'aula consiliare del Comune di Cisterna di Latina, gremita per il doppio appuntamento in programma. Oltre alla premiazione del concorso infatti nel corso della bella manifestazione c'è stata la presentazione del libro "Sfoghi creativi, poesie e pensieri di Giulia Brignone". Nella sezione "FINALISTA" del concorso la commissione ha scelto le composizioni di Jacopo Mariani di Cisterna (A Giulia), Pietro Maroncelli di Latina (Tu e sempre), Gaetano Bucciarelli di Priverno (Notte amica), Anna Pascuzzo di Catanzaro (a te), Cecilia Parodi di Pegli-Genova (Notte blu), Cristian Perla di Pomezia (L'addio), Gabriele Silvestri di Pomezia (Somewhere), Umberto Russo dalla Francia (A' l'écoute du temps), Anna Maria Cardillo di Roma (I fiori del cactus), Marco Nonis di Roma (Acquerello).
"FINALISTA RAGAZZI" è stato Nicolò Manfrin, 14 anni, di Parma (Stelle).
"MENZIONI SPECIALI" sono andate a Mirko Campo di Pomezia (Come due gocce) e Davide D'Alonzo di Ardea . Il video di quest'ultimo "Giulia ci manchi", un delizioso e freschissimo "tributo" a ritmo rep, è stato proiettato tra gli applausi dei presenti.
Sono stati inoltre premiate con delle pergamene personalizzate con "Menzione speciale" le seguenti composizioni:
"Giulia" di Mariachiara Croce di Chieti, "Dolce Ricordo" di Concetta Dei Giudici di Latina, "Come una favola" di Jacopo Mariani di Cisterna, "Senza alcun lamento" di Marco Di Mario di Ceccano, "A Giulia" di Domenico Angiolilli di Cisterna, "Parlo di te" di Daniela Fava di Aprilia, "Pensieri" di Maria Chiara Francavilla di Cisterna, "Un dolce pensiero" di Fabio Fontanin di Latina, "Nel cuore un posto per Giulia" di Roberto Noce di Latina, "Ogni Giorno" di Erica Bianco di Crotone, "Una notte di sogni" di Diana D'Ovidio di Roma, "Il brivido" di Sara Materazzo, 14 anni, di Cisterna, "Anima" di Cristina Droghini,14 anni, di Anzio, "Mi ricordo" di Giacomo Raffaelli, 11 anni, di Roma, "Amicizia" di Diletta Pelloni, Francesca Tora e Alice Ferri della classe Iva "A" Scuola primaria "Don Silvestro Radicchi di Giulianello di Cori.
Il concorso "Una poesia per Giulia" ha registrato una vasta adesione da varie regioni d'Italia e anche all'Estero (Francia e Tunisia). Tornerà nel 2012, mentre sta per costituirsi una fondazione intitolata " FONDAZIONE GIULIA BRIGNONE, musicale e culturale.
I testi delle prime tre poesie classificate
Prima classificata
SUONI E LONTANE PAROLE
Spartiti incisi su pietre incrinate. Tutto suona come un'eco in un capannone di lamiera vuoto. Tu resti immobile nel pensiero. Immobile ovunque sei. Non arrabbiarti, intristirti. Non biasimarmi. Cerca di capirmi. Non ho branchie per respirare nei più profondi mari. Ali per solcare i tuoi stessi cieli. La bellezza , ora lo so, galleggia nell’aria; posso respirarla, inalarla affannosamente. Densa come vapore aderisce alle mie labbra. Poi giù, un tuffo nel buio. Un battito, un palpito, ancora un colpo e finisco per non essere più padrone di me stesso. Soffocato dal più soave inganno della vita. Abbiamo visto notti, albe e tramonti. Udito i primi uccelli cantare tra i rami. Goduto del fresco di notti d'estate. Pronunciato parole proibite. Rimpiango ogni istante vissuto,come se non fosse mai esistito. E ora sono sdraiato; inerme. Nudo come un verme. Coperto dalle stelle. Poi il Silenzio. Finito il mio tè sento un vuoto incolmabile. Vorrei mani da stringere. Spalle da cingere. Tele da dipingere. Per viverti ancora resta la quiete, infranta dalle foglie che scricchiolano sotto le scarpe in autunno. Ognuno lascia un segno nel tempo. C’è chi lo scalfisce. Chi lo graffia. Chi lo leviga. Ora, come sempre, mi congedo . Un passo davanti all’altro, Sperando di non inciampare mentre provo a raggiungerti.
Luca Di Brigida, studente universitario, 22 anni, Roma
Motivazione: La poesia vincitrice tratta di situazioni vissute, o forse, solo sognate. In essa, dalle profondità del tempo, tornano a balenare alla mente, in modo affettivo e sentimentale, ricordi, emozioni, e rimpianti. Come in una tela bianca, è il silenzio che ormai dipinge l'immagine incompiuta di esperienze che un destino crudele ha cancellato.
Resta solo una grande amarezza nell'animo vuoto di chi, fra mille pensieri, stenta a riprendere il suo cammino.
Seconda classificata
CI SORRIDERAI
Dal silenzio ci osservi,
tenera vagabonda,
spirito solo,
conoscitore dell'immenso,
dalla terra reciso fiore,
giunto nei Cieli ormai.
Di nuova linfa
vive l'anima tua,
oltre un ombroso muro,
intorno alla fonte
di quest'altra vita,
nell'eterno esistere.
Trascorre la tua chioma
quella purissima luce
che in Terra è a noi lontana:
irradia gli occhi tuoi,
scolpisce il tuo sorriso
nella sublimità dell'aria.
Nei trascendenti segreti
ti culli giovinetta,
ed alla fonte ti disseti
della sapienza suprema,
al di fuori del tempo,
nello spazio che non è.
Di nuovo ci sorriderai,
per noi carezzando
la sabbia di quei lidi
che ti videro crescere,
ed il mare sommoverai,
immota tu nei cieli.
In sogno tornerai
a consolare chi t'amava,
con un novello apparire,
poi che mai svanirà
la dorata essenza
dell'anima tua.
Luca Bellardini, studente,17 anni di Cisterna di Latina
Motivazione: In questi versi l'autore ci parla del tempo che , solerte, vigila sull'eterna continuità dell'essere. Egli considera la condizione umana destinata a vivere nel continuo desiderio di espandersi oltre l'infinito, con l'animo proteso ad ascoltare risonanze di emozioni lontane e ancora sconosciute.
Egli vive nella contemplazione del bello e nell'attesa di questa perfezione, riflesse nella luce chiara di un sorriso.
Terza classificata
MORIRE A VENT'ANNI
Che senso ha, se mai ne ha, morire a vent’anni
quando la vita sboccia e si schiude felice
agli iridescenti colori della verde stagione
e l’animo è in fiore come fascio di ginestra
che si offre incantato al sole che di lassù
emana palpiti d’amore.
Che senso ha, se mai ne ha,
chiudere gli occhi
così…..
e per sempre a fermare il tempo
e non vedere più il mondo maliardo
che profuma d’azzurro facendo apparire
fallace realtà i sogni del domani
illudendo crudelmente.
Che senso ha, se mai ne ha,
non aver capito la faccia nascosta
dell’altra vita che non ha sogni
non ha progetti non ha speranze
e il domani mai vedrà.
Che senso ha, se mai ne ha,
la fine a vent’anni:
solo dolore immenso
e pianto senza fine per chi affranto
in terra solo resta e annega nella solitudine.
Fernando Petrone, medico in pensione, 86 anni di Latina
Motivazione: in questa poesia si rispecchia l'animo di un vecchio ragazzo che si ferma per interrogarsi sul senso da dare alla vita. Nei suoi versi si esprime il tentativo di averla vinta su una società che ha scelto di privilegiare l'avere invece che l'essere e dove tutto si consuma in fretta, anche la vita. Qui non si parla di speranza o di vita ultraterrena, ma solo di dolore immenso e di pianto senza fine. |
|